Mi sono sorpreso a guardare fuori dalla finestra immaginando di veder passare i protagonisti delle storie che stiamo ascoltando in questi giorni. Giovanni, Carmine, Maria… li ho visti passeggiare per il centro di Temperley in una pellicola in bianco e nero.
Il nostro undicesimo giorno di lavoro qui in Argentina è stato uno dei più densi di testimonianze e di emozioni. Adriana, sul tavolo della sua cucina, dove facciamo le interviste qui da lei, ha sempre pronto un pacchetto di fazzoletti, le lacrime non mancano.
Il tempo in questi giorni è volato via in un lampo, una storia dietro l’altra, con un ritmo incredibile, oggi abbiamo quasi raggiunto quota ottanta storie raccolte, oltre, molto oltre le nostre aspettative iniziali e non è ancora finita, domani andremo a Marcos Paz.
Ne ho approfittato anche per fare un po’ di riprese in giro per Temperley, ne farò ancora altre, ma per ora ho approfittato di un timido sole che ha fatto capolino dietro i nuvoloni che ci hanno accompagnato per quasi tutto questo viaggio. Le strade, si le strade, sono i luoghi nei quali la nostra comunità qui a Temperley ha camminato, si è incontrata, ha conosciuto il quotidiano lontano da casa. Le strade sono la casa di chi non è a casa propria.