Sesto giorno. Il nostro viaggio in Argentina oggi ci porta a Morea, a circa 300km di distanza da Buenos Aires, anche se siamo sempre nella stessa provincia.

Dopo circa tre ore di viaggio in automobile, in compagnia di Adriana, Max e Mario, arriviamo nel villaggio di Morea. Gli ultimi chilometri sono senza l’asfalto, quindi la nostra auto prosegue lenta nella pampa impolverata.
Qui lo sguardo si perde, nessuna montagna, nessuna altura, tutto pianeggiante, siamo nella pampa. Mandrie di mucche si muovono lentamente nei quadri che dipingono i nostri sguardi.

Alle 10 circa arriviamo a casa Salamone/Giudice, ad attenderci Pasquala, Vito e Victor Hugo. I primi nati a Caselle in Pittari, mentre Victor Hugo è nato qui, anche se appena ci abbracciamo, ci tiene subito a precisare che anche lui è un casellese vero.

A Morea sembra di essere in una delle tante contrade di Caselle o di qualsiasi altro paese Cilentano, con l’unica significante differenza che qui la pianura è asfissiante, nel senso che non fa prendere fiato allo sguardo.

Victor Hugo ci fa assaggiare il suo arrosto raccontandoci che tutta la carne è di sua produzione, qui, infatti, si vive di allevamento. La sorpresa, almeno per me, arriva quando ci presenta i suoi salumi, “u sauzicchiu”, la prosciuttella, il prosciutto, sono buonissimi, si, ma non è quello che mi stupisce, sono identici e buoni almeno come quelli che produciamo a Caselle, così ci facciamo raccontare da dove ha appreso e ci dice che è stato il nonno, nato a Caselle, ad avergli insegnato a lavorarli. Straordinario. Ritrovare tutto questo a 12mila chilometri di distanza, disorienta, mette in discussione le coordinate delle nostre identità gastronomiche e in un certo senso le conferma.
Facciamo una visita per il paese, oramai conta circa 200 abitanti anche se trent’anni fa ne contava 3000 e Vito ci fa vedere le case dove vivevano tutti gli altri casellesi che oggi sono chiuse e in decadenza. Prima di ripartire però non perdiamo l’occasione di visitare “il campo” dove Victor Hugo ha i suoi animali, decine di Vitelli di razza Angus al pascolo. 

Lasciamo questo angolo di Argentina e per tutto il viaggio di ritorno non faccio altro che pensare a quanto questo luogo, questa gente, sia vicina ai modi di fare, agli atteggiamenti, alla ruralità da cui le loro vite si sono separate decine e decine di anni fa. Un sentiero biforcato, una contrada rurale casellese che sembra vivere contemporaneamente, in una dimensione altra.