Prima di lasciare Temperley troviamo il tempo di fare due interviste, Stella Maris e Michelangelo, nati qui, ma il loro papà era di Caselle, le loro storie si concludono con un dispaccio di fotografie che ci fanno emozionare tanto, una in particolare, la trovo strepitosa, un giovanissimo Michele (ù mulacchiu), ritratto in Germania, mentre dirige dei musicisti per strada, su una seggiola di legno.
La mattinata è piovosa, ma Buenos Aires ha un che di malinconico e ci piace camminare un po’ sotto la pioggia, tra una biblioteca, un caffè letterario, qualche mostra di arte contemporanea e il museo del mate, passando per Plaza de Mayo dove ricordo le mie letture appassionate sulla Madri dei desaparecidos.
Con la testa avvolta da questi pensieri passiamo da una strada all’altra, incrociando almeno due cortei di protesta, uno proprio sotto alla casa del parlamento.
Nel pomeriggio ci ritroviamo con Max e Maria e la giornata si conclude con una bellissima esperienza artigiana. Adriana, nei giorni scorsi, sapendo che Mario, il mio compagno di viaggio, è un barbiere, ha prenotato una visita in una Barberia storica di Buenos Aires, una vera e propria chicca. Il Gran Patron si chiama, e guarda caso, proprio come il mio amico Mario, anche Adrian, il barbiere proprietario di questo posto, adora la musica e mentre ci rasiamo la barba intorno a noi un tenore intona delle opere in italiano. Mario è felice come un bambino al parco dei divertimenti e noi ci deliziamo in un luogo in cui la cultura Europea, Italiana e Francese, sembra essere impressa come una sorta di filigrana.