Ottavo giorno. Oggi siamo ancora a Buenos Aires, nella nostra agenda Adriana oggi ha scritto “giornata dedicata all’arte e alla letteratura in relazione al tema dell’emigrazione”. Siamo in cammino, il gruppo è composto sempre da me, Mario, Adriana e Max. Adelante!
Ci lasciamo portare dal vento che soffia dalla plata e arriviamo intorno alle undici davanti alla Fondazione Jorge Luis Borges che si presenta sobria, austera, un po’ come credo sia stato lui, ma elegante e ricchissima di cimeli appartenuti allo scrittore argentino. Veniamo accolti da Victoria Kodama, Nipote di Maria Kodama, la moglie di Borges. Abbiamo la possibilità di visionare le prime edizioni di opere come l’Aleph e Il Giardino dei sentieri che si biforcano, fogli di appunti e disegni usciti direttamente dalla bottega di uno degli scrittori più amati e discussi del novecento.
La prima edizione di “Finzioni” è arrivata in Italia nel 1955, nello stesso anno in cui la nostra emigrazione in Argentina era ai massimi storici. Sistemo la mia camera in una delle stanze e mi metto a leggere, emozionato, la pagina che ho scelto per riflettere sulla connessione tra le storie di emigrazione e i sentieri che si biforcano narrati da Borges. Lasciando la fondazione compro una vecchia copia di Finzioni e chiedo alla signora Kodama di scrivere due righe come ricordo di questo bel momento da portare con me in Bottega.
La giornata prosegue con la visita al Museo Nacional de Bellas Artes dove andiamo alla ricerca delle opere di Walter De Navazio, pintor di origini casellese nato a Cordoba e morto nel 1921 dopo aver passato un lungo periodo a Caselle con i propri genitori. Su di lui ha ricercato e pubblicato il nostro amico Giulio Greco, di questo gli saremo sempre grati. In questo museo a pochi metri da Navazio ci sono due Modigliani e un Picasso, oltre a tantissime opere europee. La nostra visita è arricchita dalla presenza di Gabriela Canteros, guida del museo, che ci fornisce diverse notizie sul pintor.
Il quadro sotto i nostri occhi si chiama “Nubes en la sierra” ed è sempre esposto in questo museo, mentre altre sue opere sono conservate nei magazzini del museo. Gabriela ci tiene a raccontarci che Navazio è un pittore molto rilevante nella sua corrente artistica altrimenti non sarebbe esposto in maniera permanente in questo importante museo.
Dopo il museo visitiamo la Galeria Vermeer dove sono custoditi altri tre quadri del pintor di origini casellese, il gallerista ci racconta ancora altri dettagli e colloca Navazio in uno scenario culturale nel quale i pittori figli di emigranti Italiani, tra l’800 e il 900 hanno fatto grande la storia dell’arte di questo paese.
Nel pomeriggio abbiamo incontrato Emiliano Rivello, figlio di emigranti che in una bella intervista fatta per strada ci racconta del suo rapporto con Caselle e la sua famiglia.
La giornata si conclude nella splendida libreria “Ateneo” ricavata trasformando uno storico teatro di cui conserva la struttura estetica, anche se in spagnolo non posso fare a meno di uscire con qualche libro.