Nono giorno. Adelante, come si dice da queste parti. Una delle più belle espressioni ascoltate in questa giornata me la cucio addosso come una medaglia al valore, ce l’ha donata Teresa che ha detto “con questo progetto siete venuti ad aprire il cuore di molte persone”.
Ci aspetta una giornata carica, tutta qui a Temperley. Per la cronaca, con quelle di oggi arriviamo a cinquantanove testimonianze raccolte.
Prima parte della giornata.
Visita al Consolato Italiano di Lomas de Zamora dove abbiamo incontrato l’Agente Consolare Massimo Palozzi. Dopo una prima chiacchierata in cui abbiamo raccontato del nostro progetto, una ricca intervista nella quale il diplomatico ci ha parlato dell’emigrazione degli Italiani nella zona di Temperley e Lomas, dei settori industriali nei quali l’emigrazione è stata maggiormente presente, senza risparmiare riflessioni su come cambia il rapporto con l’Italia con il susseguirsi delle generazioni. La visita si è conclusa con la consegna dei saluti istituzionali inviati dal sindaco di Caselle in Pittari e da tutta l’amministrazione comunale e con la consegna di un gagliardetto e di una pergamena.
La giornata va avanti con l’intervista a Laura Risoli che mi ha lasciato un ricordo particolare, ho chiesto a Laura di indossare il microfono, era in piedi, con alle spalle un bellissimo dipinto che ha fatto realizzare a casa sua, appena ha iniziato a parlare, nelle mie cuffie, ho la sua voce ben distinta, ma mescolato alle sue parole sentivo il battito del suo cuore, lo sentivo letteralmente “tum-tum-tum”, era così tanto emozionata che il cuore sembrava uscirle dal petto.
La giornata prosegue con le storie di Aristide e Pedro, quella di Aristide in particolare è una storia che mi conferma ancora una volta la natura labirintica di queste storie, sentieri che si biforcano, strade che viaggiano in parallelo e che si attorcigliano su loro stesse. In serata raggiungiamo Teresa, Patrizia e Nadia che ci aspettano a casa di Graziella per raccontarci le loro storie e rifocillarci con tanto buon cibo.