Quinto giorno di Argentina. Da quando siamo qui abbiamo collezionato già quasi quaranta storie di vita, di emigrazione, di persone nate a Caselle in Pittari e poi venute qui, oppure di persone figlie o nipoti di emigranti. 

Le conversazioni che stiamo registrando avvengono in molti casi in spagnolo, qui lo chiamano castigliano, alcune in italiano e in molti casi qualche parola dialettale si va ad incastrare nei ricordi più carichi di emozione.

Tante sono le espressioni che mi stanno colpendo e che cerco di trattenere, ma una in particolare mi gira nella testa da ieri. “Buscar el futuro”, vuole dire letteralmente cercare il futuro, ma a me ha fatto pensare ad una parola in dialetto “abbuscare” che vuole dire prendere, acchiappare qualcosa, una giornata di lavoro guadagnata è “abbuscarsi à jurnata”, oppure “abbuscare ù pane” vuol dire guadagnarsi il pane per vivere.

Allo stesso tempo “abbuscare” vuol dire prendere le botte, le legnate. Quindi si, un modo di prenderselo il futuro ma soffrendo per quell’impertinenza per quel tentativo di ribellarsi ad una sorte data, con una sofferenza spesso atroce, un prezzo troppo caro da pagare pur di cercare di prenderselo questo benedetto futuro.

Abbuscare nel nostro dialetto, molto probabilmente è uno dei tanti residui che gli spagnoli hanno lasciato dopo il loro passaggio nelle nostre terre e oggi, ritrovarlo qui, in queste storie, in questa miscela che tiene insieme il dialetto e il castigliano mi fa un certo effetto.