Caro mio, stamattina il quaderno di bottega ti piacerà, so che ami le cose fatte bene e che funzionano prendendosi il giusto tempo, senza andare di corsa.

Ieri sera il nostro amico Giovanni Mariella ci ha portato in dono una chiocciola fatta da lui.
Giovanni è un fabbro, uno che piega il ferro per dargli un anima, uno che fa delle cose forti e resistenti ma ci mette una delicatezza spiazzante quando te le racconta.
 

Stamattina quando sono arrivato qui ed ho trovato la chiocciolina vicino alla tastiera ho pensato a quello che ci siamo detti ieri sera con Giovanni, alle sue paure, alle sue difficoltà, alla sua forza nel far diventare un pezzo di ferro qualsiasi un oggetto unico e irripetibile, alla delicatezza ed alla lentezza del suo essere artigiano.

Cosi la testa è andata subito ad una riflessione che forse abitava qui gia da qualche tempo. Ho iniziato a pensare a quante chiocciole digitiamo ogni giorno.

Ma chi glielo doveva dire alla chiocciolina che nel 2018 uno dei simboli più digitati dall’uomo doveva essere proprio il suo?

La simbologia della chiocciola è affascinante, dal medioevo fino ad oggi ha assunto significati diversi con sfumature diverse.

Già in uso nel VI secolo d.C., presso i mercanti veneziani il simbolo della chiocciola era un segno grafico che rappresentava l’anfora, utilizzata allora come misura di peso e capacità. La chiocciola era presente nella macchina per scrivere Lambert del 1902 prodotta dalla Lambert Typewriter Company di New York e nella IBM Selectric del 1961 e serviva ad abbreviare la frase commerciale “at a price of = al prezzo di”. Nel 1963 venne inclusa nel set originale dei caratteri ASCII. L’ingegnere informatico americano Ray Tomlinson nel 1971 inventò la posta elettronica elaborando un programma che permetteva a tutti coloro che frequentavano le università americane collegate tra loro tramite la rete ARPANET di potersi scambiare messaggi scritti. Lo stesso Tomlison nel 1972 usò il simbolo della chiocciola come separazione tra il nome del destinatario e il server che faceva le funzioni di cassetta della posta.

La più grande comunità al mondo di persone che difendono il cibo Buono, Pulito e Giusto, SlowFood ha adottato la simbologia della chiocciola per tracciare il proprio cammino.

Twitter senza la chiocciola forse non sarebbe così come conosciamo, quando hai fatto l’ultimo tag su facebook cosa hai digitato prima del nome della persona a cui volevi far sapere quello che stavi scrivendo? Quante email hai inviato nell’ultima settimana ? Quando hai postato la tua ultima foto su Instagram ed hai taggato quell’amica che non vedevi da una vita

La chiocciola ci porterà lontano ma dobbiamo darle tempo e sopratutto dobbiamo dare tempo alla nostre connessioni di diventare legami forti

uMastru, dopo aver fatto questa breve riflessione voglio condividere con te una cosa che fino ad oggi ho tenuto gelosamente tra le mie chat vocali su whatsapp ma che forse è il momento di tirare fuori.
La scorsa settimana mi trovavo ad Ischia per l’evento Profumo di Terra. Dove un gruppo di lucidissimi folli si è messo in testa di dare restituire all’isola una vocazione che le è sempre appartenuta: la piccola, piccolissima produzione agricola. Innestandola alla fiorente attività turistica sviluppatasi negli ultimi decenni. Un recupero di identità, consapevole delle dinamiche economiche di cui oggi vive l’isola, basato su una ricerca di futuro fatta di nuove connessioni, che dovranno diventare legami stabili e duraturi per dare frutti. Riccardo D’Ambra papà di Silvia D’Ambra (organizzatrice dell’evento), dopo aver discusso con me sulla rilevanza che i nuovi mezzi di comunicazione potrebbero avere nella vita dei piccoli produttori, mi ha mandato questo messaggio:

Ascolta “Riccardo D’Ambra a Jepis durante Profumo di Terra (2018)” su Spreaker.

Ritorno alla chiocciola, perché intanto ne ho usate parecchie in questo post. Ti dico che terrò sul tavolo della Bottega la chiocciola di ferro realizzata da Giovanni, voglio che il tag rispetto a questo concetto resti vivo:

ogni giorno dobbiamo aprire connessioni, alimentare relazioni  e rafforzare legami che possano permetterci di costruire cambiamenti duraturi.

Perché credo che le cose che dobbiamo cambiare sono come il pezzo di ferro che ha piegato Giovanni per fare la chiocciola, dure da piegare ma belle da vivere quando prendono la direzione giusta!